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Ecco i robot nelle corsie del pronto soccorso: interverranno sui pazienti affetti da ictus

Sono stati installati a Magenta e Abbiategrasso: sono collegati con l'ospedale di Legnano

Una dimostrazione durante la conferenza stampa

Robot in grado di far dialogare e intervenire sul paziente professionisti che si trovano a chilometri di distanza. È il sistema Intouch, installato in due pronto soccorso dell'Asst Ovest Milanese: a Magenta e Abbiategrasso. 

Cos'è e come funziona. I robot — simili a delle barelle con tanto di sensori in grado di rilevare i parametri vitali — sono stati posizionati nei pronto soccorso e sono collegati con il reparto di neurologia dell'ospedale di Legnano. Entreranno in azione nel caso in cui arrivasse un paziente con i sintomi dell'ictus e non ci fosse lo specialista richiesto. I neurologi dell'ospedale di Legnano saranno collegati in diretta e forniranno un consulto, non solo: potranno intervenire anche "fisicamente" somministrando farmaci. 

«Si potenzia la risposta dell’emergenza urgenza per il paziente colpito da ictus: il collegamento con Legnano in teleconsulto permette di trattare farmacologicamente da subito qui la persona colpita, azione fondamentale in tutte le patologie tempo dipendenti», ha sottolineato Massimo Lombardo, direttore generale dell’Asst Ovest Milanese.

Per il momento i robot vengono utilizzati per le emergenze neurologiche, ma potrebbero essere utilizzati anche in altri ambiti: «stiamo  lavorando per estendere questo network anche al reparto di cardiologia, altra specialità nella quale il pronto intervento è tutto», ha aggiunto il direttore sanitario Giuseppe De Filippis

È la prima volta che questa tecnologia varca la soglia di un ospedale pubblico italiano, secondo quanto riportato in una nota dell'Asst Ovest Milano. Per il momento i dispositivi installati sono tre: un hub centrale (nodo di controllo) a Legnano e due periferici negli ospedali di Magenta e Abbiategrasso. Il terzo verrà installato nei prossimi mesi nell'ospedale di Cuggiono. «Il nostro impegno — conclude De Filippis — è quello di assicurare a tutti i pazienti gli stessi standard di qualità, indipendentemente dal presidio al quale si sono rivolti».

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