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Parcheggio per le bici a pagamento: è polemica a Abbiategrasso

La decisione di far pagare un abbonamento di 40 euro all'anno agli utenti ha scatenato le polemiche di Legambiente e delle opposizioni di centrosinistra

Foto Comune di Abbiategrasso

Abbonamento di 40 euro all'anno per utilizzare il parcheggio custodito per biciclette accanto alla stazione di Abbiategrasso, a cui aggiungere 15 euro obbligatorie per il kit con badge, catarifrangente e targa corrispondente all'iscrizione al Registro Italiano Bici. Lo ha stabilito la giunta di Abbiategrasso, Comune governato dal centrodestra. La misura entrerà in vigore il 1 marzo 2019 e sta facendo parecchio discutere. Finora l'accesso costava solo 10 euro una tantum per il kit.

Il parcheggio, va precisato, è coperto e anche videosorvegliato, per contrastare i furti dei mezzi a due ruote (che comunque non sono stati del tutto impediti nemmeno all'interno del bicipark). Mezzi molto usati in città, da circa un quarto dei residenti, molti dei quali (pendolari) si recano in stazione in bici e poi prendono il treno, soprattutto verso Milano. Va anche precisato che il parcheggio (sorto nel 2016 e inaugurato tra gli altri dal campione del ciclismo Gianni Bugno) ha 160 posti interamente preassegnati agli utenti. Ma ultimamente viene realmente utilizzato da 90-100 utenti. Gli altri hanno "abbandonato" i posti, senza però avvisare il Municipio che, ovviamente, avrebbe una lista d'attesa.

Le reazioni

L'amministrazione (guidata dal sindaco forzista Cesare Nai) ha così deciso di far pagare agli utenti, almeno in parte, il costo del mantenimento del parcheggio, che è di oltre 7 mila euro all'anno. Come? Con la tariffa di abbonamento. Il vicesindaco Roberto Albetti giustifica la scelta spiegando che si tratta di "un contributo di meno di 3 euro al mese, che servirà a finanziare la manutenzione delle telecamere. Le entrate saranno quindi investite in sicurezza".

La polemica è invece partita anzitutto da Legambiente Terre dei Parchi, secondo cui "proprio i ciclisti pendolari, che usano i mezzi più ecologici e di nessun impatto, saranno tassati. Rischiando di allontanare nuovi utenti". Duro anche il Pd, con Emanuele Granziero, secondo cui "su certi temi come la mobilità sostenibile il Comune può fare la scelta di accollarsi il servizio per favorire e assecondare la propensione a muoversi in bicicletta".

"Da 15 anni Abbiategrasso non solo non investe più in mobilità sostenibile, anzi torna addirittura indietro", è il commento di Alessandro Pecoraro, esponente abbiatense di Più Europa: "Prima si sono rimosse le poche piste ciclabili disponibili come in via Palestro, lasciando al degrado le altre, ora si fa pagare un servizio prima gratuito. Se aggiungiamo il fatto di essere una delle poche cittadine d'Europa sopra i 30 mila abitanti con centro storico completamente aperto alle auto, senza aree pedonali permanenti, il quadro è assai desolante. Le amministrazioni che in questi anni si sono avvicendate sono in totale sintonia in questa guerra all’ambiente e alla salute dei cittadini che in teoria dovrebbero tutelare".


 

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